Questo 25 aprile

25aprile2016Ci sono date che non devono cessare di ricoprire quell’importanza che le ha fondate. Ci sono date che non devono scomparire dal nostro calendario. Ci sono date che non devo cambiare colore sbiandendosi poco a poco. C’é il 25 aprile italiano.

E’ italiano perché appartiene a questo popolo, é un giorno popolare : un’incoronazione che non spetta a un sovrano ma al suo stesso popolo che finalmente diviene per la prima volta sovrano della propria terra, del proprio Paese. La svolta é storica ma sopratutto unica. Perché perdere quest’aurea di sacralità che spetta a una giornata macchiata da tanti ricordi ?

25-aprile1945La liberazione dal basso, la liberazione contro ogni guerra, la vittoria della pace, la fine di ogni conflitto. Un concetto che va gridato per le strade, un passaparola che non dovrebbe conoscere arresto, né tantomeno letture contraffatte.

Non deve divenire un discorso politico. Noi italiani, figli di quei figli che hanno conosciuto tanto buio, tanta amarezza, fame, difficoltà e paura, dovremmo oggi perdere il coraggio di difendere semplicemente la dignità di una celebrazione ? No, se questa celebrazione é frutto di un coraggio ben superiore. Il solo pensiero porta con sé una certa vergogna impossibile da nascondere. E’ il sangue di quei « martiri per la libertà » le cui lapidi circondano le nostre strade, i nostri vicoli. E’ il sangue dei compagni di chi é sopravvissuto per ricostruire, ma anche per raccontare, affinché tutto non si ripetesse. Per anni hanno cercato di dimenticare, poi hanno indossato il loro abito migliore per entrare nelle classi e raccontare l’assurdità della vita. E’ il sangue che magistrali scrittori e intelletuali hanno voluto lasciare su carta per noi. Noi che siamo il domani, il dopodomani.

25aprileSi tratta di una questione di rispetto per l’essere umano, per l’Italia e per il concetto stesso di libertà e pace. Forse oggi non ricordiamo più il vero significato del termine pace sopraffatti da un effimero benessere. Questo 25 aprile serve anche a ricordarcelo, e a essere grati alla forza di un popolo che non si é arreso e ci ha dato questa speranza.

Ma dove é finito oggi il popolo italiano ? Possiamo veramente oscurare?

Luciana Castellina ha appena scritto « Uno stato legittimato e popolare non lo avevamo mai avuto ». Ha ragione ma quanti di noi ne sono effettivamente al corrente. Aggiunge « La memoria – diceva Primo Levi – è sempre a rischio. Anche questo 25 aprile l’ha confermato ». L’ignoranza e il revisionismo storico dalle basi cosi fragili non sono giustificabili. L’egoismo che prevale sull’interesse del bene comune, della Res Publica, é la causa del nostro sabotaggio che cancella la memoria, cio’ che di più prezioso possiamo raccogliere e custodire ogni giorno.

Il 25 aprile é stato un atto di democrazia, raro. Perché non lo conserviamo ?

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