Testare la Slow Life

SlowlifeQuella folle voglia di rallentare, di lavorare meno ma anche di consumare meno per vivere meglio. Ovunque oggi di parla di slow life, un fenomeno che sembra essere una rivoluzione dolce, priva di rumore, ricca di testimionanze di buona sostanza (non sto a contare le pubblicazioni che si trovano in libreria).

Il punto di partenza é cambiare la propria esistenza. Avere il tempo di riprendersi la propria libertà per lasciare perdere gli imperativi della quotidianità. Semplicemente meditare o fissare un panorama per tre ore.

La vita privata, quella intima, familiare, amorosa, rischia di diventare oggetto di minaccia. Dobbiamo forse proteggerci e proteggerla ; banalmente lottare contro la dittatura della velocità, della sua frenesia, e cercare conforto all’interno di un microcosmo più semplice. L’essere umano assorbe in maniera emozionale tutto cio’ che gli vibra intorno : é nostro combito impare a proteggerlo.

L’umanità non cessa di accellerare il proprio ritmo dal 18° secolo ormai… non é una novità. Scoperte e progresso per il bene comune sono un motto che accompagna la nostra esistenza da sempre. Ma forse la questione é da porsi in modo differente : siamo arrivati ad un punto di rottura ? Internet, le mail, gli smartphone, i social network : siamo un popolo di dipendenti di fronte a una fonte globalizzazione e digitalizzazione che per anni é stata ben apprezzata e sfruttata. Ci piace. Ma la frenesia della tecnologia non é affatto liberatoria come sembra. Al contrario. Siamo esseri continuamente sollecitati. I nostri istanti sono valanghe di tweet, post, likes.

Assolutamente ovvio attendersi delle conseguenze, forse fin troppo evidente oggi : la tendenza é quella di un sentimento di dispersione. A cosa siamo ancorati ? Cosa ci da sicurezza ? Dove siamo ? Allora emerge quel desiderio di rallentare…. Vogliamo essere capaci di orientare le nostre attenzioni e di non essere solo fatalmente vittime di questa attuale società. E un riflesso forse banalmente vitale, una reazione di sopravvivenza di fronte a un’eccesso di mutazioni a livello mondiale. L’individuo umano sa ben adattarsi. Questo lo sappiamo. Ma la gioia di vivere che posto conserva ?Slowlife2

Di fronte àll’agitazione ho deciso di provare personalmente, di abbracciare questa nuova tendanza. Cosa non affatto evidente (sono stata fortunata ad averne avuto la possibilità). Ed eccomi a vivere 31 giorni senza nessun tipo di connessione col mondo esterno : no telefono, no computer, no internet, no tv. Solo cari vecchi giornali quotidiani una volta alla settimana e dialogo umano. Parlare…discutere…rifleterre…osservare un panorama. Un ritorno al passato.

L’esito di una detox che inizialmente puo’ apparire complicata, se non una follia, é stato una sensazione di benessere mai provata prima. E oggi che sono rientrata nella realtà che mi appartiene (purtroppo) con tutti i suoi messaggi e la sua velocità rimpiango quei momenti dove il tempo scorreva in modo differente e potevo godere delle piccole cose per davvero e di chi mi stava accanto.

Il tempo é cio’ che conta, potremmo divenire milionari di tempo, sprofondare attraverso casse di secondi preziosi e svuotarci dall’angoscia quotidiana. Vivere meglio. Adesso. E scoprire il resto.

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