Autunno al cinema: “Gone Girl” di David Fincher

gone girl2Amy, brillante e glaciale, é l’eroina del decimo capolavoro di un grande realizzatore: David Fincher.

La sposa modello che in una banalissima storia scompare nel nulla lasciando cadere ogni indizio colpevolizzante sul marito che la tradisce, puo’ a prima vista non destare nessun interesse profondo. Ma tutto il percorso del lungometraggio non é altro che una pioggia di suspense graduale che conferma sino a che punto l’educazione delle “ragazze bene” possa obbligare ad un perfezionismo alienante.

gone girlUn meraviglioso Ben Affleck (non solo in quanto a portamento fisico, ma soprattutto a interpretazione) affianca una donna che in realtà é l'”umiliatrice suprema”, una sorta di vendicatrice senza pietà verso l’orgoglio maschile. La splendida Amy é la grande castigatrice che risveglia il tema della protezione tra le mura domestiche ma a parti inverse.

Se Fincher sia misogino o meno non si puo’ dire, ma sicuramente l’immagine della donna emergente da Gone Girl riprende una forte battaglia psichica ideologica nel corpo di una donna. Cio’ non conferma la tesi di un realizzatore “nemico delle donne”…

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