Grace di Monaco

Sunset Boulevard

French-Grace-of-Monaco-PosterFilm d’apertura, fuori concorso, del 67mo Festival di Cannes, boicottato dalla famiglia Grimaldi ed accolto da critiche sferzanti da parte della stampa specializzata, Grace di Monaco, pur non essendo certo un’opera memorabile, soffrendo per più di un’ingenuità a livello di scrittura (Arash Amel) e regia (Olivier Dahan), resta comunque, almeno a parer mio, una realizzazione nel complesso gradevole, in particolare se ci sofferma sull’aspetto essenzialmente visivo.
Al riguardo, infatti, non è difficile notare, tanto nella scenografia (Dan Weil) che nella fotografia (Éric Gautier), quest’ultima dai colori piuttosto saturi e “pastellosi”, senza dimenticare i costumi (Gigi Lepage), un più che evidente richiamo alle produzioni americane degli anni ’50-’60, riscontrabile inoltre in varie inquadrature.
Un ulteriore merito, poi, consiste nell’aver voluto prendere le distanze dalle caratteristiche tipiche di un film biografico propriamente detto, esprimendo il tentativo di portare in scena, all’interno di una narrazione circoscritta in un cadenzato spazio temporale…

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