Mi sono PACSata

pacs

“Italiani di tutta Francia unitevi!” Parafrasando il celebre manifesto di Marx decido di appropriarmi di questa espressione pur avendo piena consapevolezza che nel caso mi voltassi non trovero’ alcun spettro minaccioso alla mie spalle.

Pero’ sappiamo bene che la nostra Patria non riconosce il significato legale di queste 4 lettere incatenate tra loro, e per prendersi gioco di noi ci chiede di pagare la “modica” cifra di 60 euro in contanti per ritirare presso un consolato italiano un documento che ricopre di ufficialità il non riconoscimento legale della coppia di fatto.

Perché dovrebbe essere letto come un male il gioco dei diritti e doveri in un contesto di reciprocità, di un contratto riconosciuto dove convivono amore e sostegno all’interno di una coppia? Ognuno ne da una lettura personale e per cio’ che mi concerne questo PACS rappresenta una tappa precedente il nostro matrimonio tradizionale. Per altri ne é la sostituzione. E non danneggia nessuno, anzi…

Preciso che la mia decisione di espatriare non é dovuta a questo motivo, ma comprendo perfettamente chi invece opta per questa scelta. E oggi mi sento incredibilmente fortunata nel poter godere di questa opportunità.

É una questione di amore e di protezione, di rispetto e di sicurezza. E cio’ riguarda anche la vasta comunità omosessuale che merita uno status di uguaglianza e non di ghettizzazione. In tutto.

Breve elenco dei passi da fare se intendete PACSarvi: anche se lievemente macchinoso il processo da condurre quando non si é cittadini francesi, le tappe sono fondamentalmente semplici.

Procuratevi 1) estratto dell’atto di nascita con filiation su modello internazionale (richiedetelo presso l’anagrafe del vostro comune di nascita, sono dei moduli prestampati)

2) fotocopia della carta d’identità

3) certificato di coutume e di celibat (da richiedere presso il consolato italiano)

4) attestazione che indica l’assenza di parentela tra i partner

5) attestazione di residenza comune

6) certificato di non pacs da richiedere via web presso il tribunale di Parigi)

7) convenzione di PACS (un vero é proprio contratto da redigere insieme, on line si trovano alcuni esempi per semplificare la vita)

Completato il dossier non resta che telefonare, prendere appuntamento, e dopo l’attesa (variabile a seconda della città in cui vivete) il “clic” sulla schermata di un computer ufficiale presso un ufficio di un tribunale dira: CONGRATULAZIONI, SIETE PACSATI!

Non so se passero’ il resto della mia vita nel paese della baguette e del croissant, ma non conosco il mio domani, al momento sempre più precario. Al momento so che intendo essere protetta e poter condividere onestamente la mia vita con chi amo.

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