Letture impegnate# Contro il colonialismo digitale

Ho l’abitudine di sfogliare e leggere “L’Indice dei libri del mese” alla ricerca di novità allettanti nel nostro panorama culturale. Sono una persona piuttosto difficile evidentemente, poiché è raro che la mia curiosità venga solleticata da qualche pubblicazione …

Ciò nonostante nel mese di giugno mi sono lasciata rapire immediatamente da un titolo: Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere. Il motivo è in parte legato al mio legame (morboso) col libro cartaceo e l’odore che emana, in parte ai dubbi che da tempo nutro nei contro del suddetto “colonialismo digitale”.

CONTRO IL COLONIALISMO DIGITALE. ISTRUZIONI PER CONTINUARE A LEGGERE di Roberto Casati

Ho letto qualche recensione on line su altri blog, e ho acquistato il volume senza perdermi in troppi indugi … spesso abbandono la possibilità di aprire i miei orizzonti per eccesso di attesa.

Ebbene, il libro è un scontro il colonialismo digitaleaggio leggero e leggibile, chiaro e tutt’altro che guerrigliero. Parte da poetiche descrizioni nostalgiche di case e stanze piene di libri, ricordi passati, per inoltrarsi successivamente in una giungla di quesiti attorno ai quali è costruito lo scheletro del saggio: Produrre o consumare? Si legge meglio su carta o su tablet? La tecnologia aiuta veramente l’apprendimento? Ha senso far la guerra a Wikipedia? Ecc.

Le tesi sono inviti alla riflessione ed alla conversazione, i rimandi a esempi e la documentazione sono numerosi, è in gran parte condivisibili.

Di fronte all’introduzione nelle aule scolastiche (considerata indispensabile) di libri elettronici e dispositivi digitali è lecito entrare nel dibattito e dubitare di alcuni luoghi comuni (come quello diffuso sui nativi digitali). È anche lecito chiedersi se TUTTO deve essere convertito in digitale …

Attenzione, non si tratta di una banale critica ai tablet, la cui quotidianità è ormai largamente diffusa, nonché utile, ma piuttosto della tutela di un certo tipo di lettura, più attenta, e senza dubbio, “tradizionale”.

Questa lettura è stata rubata” dice Casati. In realtà bisogna solo proteggerla.

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2 thoughts on “Letture impegnate# Contro il colonialismo digitale

  1. Io sono come te, adoro la carta, devo toccare con mano i fogli dei libri, sentirne l’odore. Quanto alla tecnologia nelle aule scolastiche, l’unico vantaggio che riscontro nella LIM (che devo ancora imparare ad utilizzare 😦 ) è che non si usa il gesso. Io sono allergica. 🙂

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