Roberto Capucci. La ricerca della regalità

È una delle mostre dell’anno, quelle che attendevo con le amiche da mesi, ovvero da quando è uscita la notizia che avrebbero organizzato un’altra esposizione sulla moda nei locali della Venaria Reale. Non mi sono precipitata nei giorni inaugurali e ho atteso che si calmassero le acque, considerando l’esperienza passata, per potermi godere lo spettacolo con la calma e la tranquillità che merita un artista di questo calibro.

Capucci, romano classe 1930, emerge non come uno stilista, bensì come un artista. L’astista. Colui che ha saputo sin dalle origini manipolare tessuti e accessori per creare delle opere d’arte che non sono in nulla inferiori a quelle pittoriche o scultoree. Capucci è un pensatore in continua attività che non perde occasione per bloccare la propria idea in uno schizzo. Capucci sa di non essere uno stilista, bensì un artista.

Le donne hanno visto in lui questa caratteristica sin dai sui esordi, e l’alta società (come da tradizione) ha fatto da committente per alcune delle sue opere più celebri. Le altre sono state commesse direttamente dallo Stato. O da Nobel come Rita Levi Montalcini. bianca di savoia1984

L’esposizione, suddivisa per aree tematiche, illustra il suo genio creativo partendo dagli abiti da sposa che principesse e nobildonne hanno richiesto al giovane “sarto” (principesse Borghese, Odescalchi e Colonna). sposa capucci

Bozzetti e filmati aiutano a percorrere e comprendere l’iter delle opere e della carriera mondiale dell’artista. Altri abiti danno luce agli spazi e ricordano che sono stati indossati e creati per star internazionali come Marilyn Monroe ed Esther Williams. La creazione studiata per Silvana Mangano in Teorema (Pasolini) sfila insieme alle altre 49 creazioni esposte. Uno spazio particolare è dedicato anche alla la cantante lirica Raina Kabajvanska.

Ricostruendo l’itinerario creativo ci si sofferma sulla produzione ideata proprio per essere esposta.  Lo stesso Capucci voleva che ogni rappresentazione avvenisse come una mostra simile alla personale di un’artista. Vediamo scorrere tra le sale lo studio dei minerali, la genesi del fuoco che diventa abito, ecc.

Nessuno ha torto nel considerarlo il primo artista che ha permesso il dialogo tra arte e moda, producendo sculture nelle sembianze di abiti. capucciImmagine

“C’erano donne come Silvana Mangano o la principessa Pallavicini o la contessa Crespi. Eleganti e meravigliose, sempre. E ora? Cammini in centro e vedi solo pizzerie e donnone con l’ombelico scoperto, lo slip che spunta come l’orrida spallina del reggiseno, lo stivaletto a spillo bianco, per carità. I jeans tutti rotti. Che fascino è mai questo? Icone oggi? Nessuna.”

ps. La buona notizia è che la mostra è stata prorogata sino al 2 febbraio 2014. Tutti a Venaria!

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