Letture sotto l’ombrellone #2

Il sole al mare é bollente, l’aria non lascia passare un soffio, ci gettiamo in acqua in cerca in conforto e refrigerio… ma dopotutto l’ombrellone in certi casi é il migliore amico dell’uomo, evita la sciagurata insolazione, e ci permette di lasciar spazio alla cultura, al relax che nella quotidianità ci viene troppo spesso negato.

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA di Gabriel Garcia Màrquez L'amore ai tempi del colera

Questo é l’ombrellone romantico, quello che ci fa nagivare su mari e fiumi sconosciuti, lungo atmosfere esotiche, per concludere con una massima di gran rispetto: l’amore non ha età, non é delimitato da confini razionali ed é in assoluto la più grande potenza.

Questa é la lettura che ci ricorda che la vita va vissuta fino in fondo, e deve essere condotta dalla forza del coraggio, antagonista di quella paura che impedisce di vivere pienamente.

Florentino Ariza è il protagonista indiscusso anche se a lui non viene dedicato il primo capitolo. La sua pazienza vera e ostinata é un gioiello prezioso che nel trascorrere dei decenni da un senso ad ogni suo gesto, regalando un significato anche a chi lo circonda.

Come emerge in più passaggi Florentino é “animato dallo Spirito Santo”, ma questa espressione vuole semplicemente significare che incarna l’amore in tutte le sue declinazioni: vive l’amore, attende l’amore, diffonde amore alle sue molteplici amanti.

Ancora una volta l’amore è il motore di tutta la sua vita, nonché il marchio che lo caratterizza facendo si che il suo aspetto fisico poco appetibile passi in secondo piano.

Fermina Daza compare nel corso del primo capitolo, anche se non è lei ad aprirlo. La donna dalla forza strordinaria rappresenta lungo tutte le pagine del romanzo vissute da Florentino quasi una costruzione illusoria della sua mente, poco tangibile, lontana da ogni tipo di realtà, pronta anche a svanire al primo raggio di sole. Eppure cosi non è, Fermina Daza non svanisce mai. E, contrariamente a ci,o é senza dubbio la figura piu concreta della storia.

Il viaggio di Fermina, ovvero la sua vita, è il lungo convincimento di aver trovato l’amore, di aver fatto la cosa giusta, di non aver colpe verso un “pover’uomo” respinto e distinto.

Ironia della sorte é amore anche quello, un sentimento che ha piu volti e si esprime in modi diversi, come anche Florentino é costretto ad ammettere suo malgrado attraverso le lacrime versate per America Vicuna.

Quello di Fermina per il marito Juvenal Urbino é amore profondo verso chi si decide di accettare per un’intera vita. É l’amore che conosce gli ostacoli e che li supera.

Il titolo del romanzo é completo nella sua essenza: é la storia dell’amore assoluto, la storia dell’amore della giovinetta che sa di pannolini verso l’anziano tutore, é l’amore carnale delle vedove verso una libertà mai incontrata prima, é la storia degli amori corporali, delle scoperte e dei gemiti, ma anche quello delle lunghe chiacchierate al chiaro di luna … mentre sullo sfondo il colera crea l’arco temporale di un’atmosfera esotica ma non abbastanza tragica.

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